Il Club

L’Associazione dei Club Alcologici Territoriali è una Comunità Multifamiliare per problemi alcolcorrelati e complessi. Ciò significa che le famiglie si ritrovano a condividere un cammino in un clima che è comunitario, perché mettono in comunione le proprie storie, i propri progetti, le proprie speranze, i loro successi. Le gioie e i dolori della vita quotidiana. I Club sono nati per le famiglie che hanno problemi alcol correlati e complessi. Noi diciamo sempre che il Club lavora secondo un approccio familiare. Vuol dire che noi pensiamo che quando in una famiglia c’è un problema, quel problema non riguarda mai solo un singolo componente, nel nostro caso la persona che ha difficoltà con l’alcol, ma di tutta la famiglia, e in senso più ampio la comunità in cui vive.

IL  CLUB  È …..
Solidarietà
Ascolto
Amicizia
Disponibilità
Accoglienza

INTERCLUB: cos’è e a cosa serve?

Con questo termine viene indicata la riunione alla quale partecipano tutti i Club appartenenti all’ACAT.
Uno degli obiettivi fondamentali dell’Interclub è quello di creare un’atmosfera di forte solidarietà fra tutte le famiglie dei club. Inoltre, a tutti i partecipanti è data la possibilità di conoscersi reciprocamente e rinforzare così il senso di appartenenza all’Associazione. In questa riunione vengono, inoltre, da una parte festeggiate le famiglie che hanno raggiunto traguardi nella sobrietà e, dall’altra, consolidato il piacere di stare insieme nel comune cammino verso una migliore qualità della vita.

IL CAT COME RISORSA DEL TERRITORIO

Il CAT è una comunità familiare, fa parte della comunità territoriale e rappresenta un punto importante nella rete territoriale di appoggio nella protezione e promozione della salute con particolare riferimento ai problemi alcool correlati del singolo, della sua famiglia e della comunità nella quale sono inseriti.
Non sempre si coglie questa definizione nel suo significato più profondo, basti pensare ai tentativi di medicalizzare il Club e di subordinarlo o inglobarlo nelle istituzioni e servizi sociosanitari con conseguente rischio di alienarlo dalla comunità. Oppure non è chiaro che il Club rappresenta una parte della comunità locale e che la comunità locale rappresenta il luogo elettivo del trattamento.
L’auto e mutuo aiuto che caratterizza il Club non lo intendiamo, oggi, solo come sostegno vicendevole fra persone con stessi problemi legati al bere, ma come creazione di una più vasta rete di solidarietà nello sforzo per una convivenza più umana e armoniosa nella comunità territoriale.
Da quando, grazie al Prof. Hudolin, è nato il primo CAT in Italia e sono partiti i programmi alcologici, c’è stato un continuo sviluppo dell’approccio ecologico-sociale con continue trasformazioni del modo di intendere il problema, della terminologia che doveva adeguarsi ai cambiamenti, e soprattutto del modo di lavorare e di intendere il Club.
In base alle esperienze sin qui maturate e all’approccio ecologico-sociale, i CAT guardano all’alcolismo e ai problemi alcool correlati non come ad una malattia, ma come ad un comportamento, ad uno stile di vita che é in relazione con il consumo di alcolici. Questa forma di comportamento é influenzata da tanti fattori interni ed esterni che rappresentano le relazioni tra i sistemi ecologici nella comunità locale.
Questo approccio porta con sé una visione longitudinale del bere  non solo del singolo e della famiglia, ma, prima di tutto, come caratteristica di una data comunità. Il comportamento del bere alcolici é da sempre considerato normale e quindi socialmente accettato, ma il consumo di alcolici ha sempre comportato in varie misure problemi sia fisici che psicologici e sociali.
L’approccio considera inoltre la conquista della salute, ossia del benessere bio-psico-sociale, un processo dinamico al quale prendono parte tutti i membri della comunità.
La prevenzione primaria, secondaria e terziaria richiede il cambiamento della cultura sanitaria e generale della comunità per migliorare la qualità della vita attraverso la solidarietà, l’amicizia e l’amore.
I Club fanno parte della comunità e cooperano nei programmi comuni della comunità, e come le altre organizzazioni della comunità si occupano di compiti specifici.
In riferimento alla promozione e protezione della salute i Club si occuperanno anzitutto di problemi alcool correlati e complessi perché sono organizzati a questo scopo, perché é il problema che conoscono meglio e sul quale hanno ricevuto una formazione e un aggiornamento specifico. In questo senso sono una risorsa per la comunità locale.
Ma un Club é tale solo e nella misura in  cui è immerso completamente nella comunità locale, nodo di una rete assai più vasta e complessa. Altrimenti rischia di diventare un gruppo chiuso, segreto, carbonaro, comunque alienato rispetto al vivere quotidiano della comunità.
Al di là di iniziative specifiche e intenzionali, molte volte il Club si apre alla comunità e fa un’importante opera di sensibilizzazione e prevenzione senza accorgersi.
Come si muove e quali connessioni crea il Club inconsapevolmente?
Naturalmente il Club é composto da tante famiglie, fatte da persone con diversi ruoli: mariti, mogli, figli, fratelli, zii, …, e l’operatore. Ciascuno nel suo vivere quotidiano mantiene relazioni personali con amici, conoscenti, colleghi di lavoro, vicini di casa, etc.. Crea cioè una rete di relazioni informali fatta di comunicazioni, di emozioni, strette di mano, sorrisi, battute, del parlare comune di tutto e di niente, di gioie, dolori, di tutto ciò insomma che costituisce e caratterizza la nostra vita quotidiana. Ed é questo il primo modo che ha il Club di farsi conoscere, di entrare in quel tessuto comunitario fatto di conoscenze, di tradizioni, di abitudini, usi, valori, che chiamiamo cultura di una comunità.
Al di là di espliciti riferimenti ai propri problemi personali, ciò che comunque si trasmette a macchia d’olio è un cambiamento del comportamento, è la testimonianza di tale possibilità perché reale; trasmette un modo di vivere fuori dai circuiti dell’alcool, diventa proposta di strade possibili, aperte ad altri, per aggregare altri cambiamenti e comunque per aprire riflessioni e ripensamenti.Se il Club si sente gruppo vivo, disponibile e aperto alla comunità, in continua interazione con le sue espressioni, costruirà a poco a poco un’altra importante rete di relazioni con gruppi, associazioni e istituzioni.
Mentre offre e propone il suo strumento d’elezione per famiglie con disagi alcool correlati, al tempo stesso apprenderà strumenti e finalità degli altri gruppi in una logica di conoscenza, di scambio, di collaborazione per contribuire a migliorare la qualità della vita nella comunità locale.
Infine il Club può diventare risorsa in senso più ampio, perché indica una strada antichissima, a volte dimenticata, che insegna all’uomo a star bene con l’altro uomo, a lavorare insieme per il mio, il tuo, il suo, il nostro benessere.
La visione che il Club ha dell’uomo è una visione ottimistica, non si concentra sulle carenze, su ciò che comunemente viene definito “patologico” cercando con accanimento le cause e improbabili soluzioni tecnicistiche, ma crede nelle potenzialità, nelle parti sane di ciascuna persona e cerca di creare le condizioni favorevoli per farle emergere.

La stessa visione ottimistica viene indirizzata nei confronti della comunità per percepire quanto sono grandi le energie e le risorse sane che la comunità stessa può esprimere se solo apriamo i nostri occhi, la nostra mente,  e soprattutto il cuore, per cercarle, per vederle, per farle nostre.

Struttura associativa dell’ACAT Cervignanese:

Presidente Patimo Eleonora
3271555489
Vice PresidenteErmacora Maurizio
3331564479
EconomoFelcher Elena
3493805987
SegretarioDel Bianco Flavio
3384880801
Referente incontri servitori insegnantiLongo Gianfranco
3334434676
Referente incontri presidenti CATMichelutti Fulvia
3496036027
ConsigliereDi Giacomo Gabriella
3398016904
Revisori dei contiMichelin Emanuele
Caovilla Lorena
Stafuzza Flavia